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LA RIFORMA DELLE S.R.L.
LA RIFORMA DELLE S.R.L. ALLA LUCE DEL NUOVO DIRITTO SOCIETARIO http://www.economicrevue.com/ Le novità introdotte dalla recente riforma del diritto societario riguardanti il nuovo volto delle Srl. sono destinate ad avere un impatto molto rilevante. La nuova disciplina per queste società è infatti importante per diverse ragioni, tra cui: Si tratta della società di capitali più diffusa, in quanto più aderente per dimensioni al tessuto imprenditoriale nazionale e meno “scomoda” rispetto alla struttura delle Spa., i cui fattori sfavorevoli da scontare, quali le necessità del collegio sindacale, l’obbligo della convocazione delle assemblee in Gazzetta Ufficiale, capitale minimo più elevato ecc… non compensavano i “benefici” quali la possibilità di emettere obbligazioni, peraltro ora non più preclusa alla Srl; L’impianto normativo delle Srl non è mai stato autonomo, bensì rinviava di frequente agli articoli del codice riferiti alle Spa., con pochissime norme proprie; ora il legislatore ha finalmente creato una disciplina specifica per le Srl, ben diversa da quella delle Spa, che permetta di gestire situazioni economiche la cui dimensione e organizzazione risultano peculiari per tale struttura societaria; Pertanto è interessante approfondire le più rilevanti novità che investiranno le Srl, che per certi aspetti avvicineranno le proprie regole a quelle delle società di persone. - Art.2462 (Responsabilità) Viene anzitutto confermato il previgente assetto, nel quale alla “storica” natura contrattuale dell’atto costitutivo stipulato da due o più soci, era stata affiancata la costituzione per atto unilaterale. Il principio generale della responsabilità limitata al valore del conferimento proprio di ciascun socio non ammette eccezioni nelle Srl pluripersonali , mentre in quelle monopersonali il beneficio della limitazione della responsabilità discende necessariamente dal rispetto di alcuni comportamenti. Il nuovo II° comma dell’art. 2462 dispone infatti che l’unico socio risponde illimitatamente se ricorrono tutte le seguenti condizioni: a) a) che la società sia insolvente (non basta quindi una temporanea difficoltà o il mero inadempimento di una obbligazione, ma occorre il vero e proprio stato di insolvenza di chiaro stampo fallimentare) b) b) che i conferimenti non siano stati interamente liberati (sia quelli dell’unico socio originario, sia quelli promessi ma non effettuati dai soci di società pluripersonale che, per qualsiasi motivo, sia divenuta unipersonale) e ciò con riguardo tanto ai conferimenti nell’atto costitutivo quanto a quelli conseguenti a operazioni sul capitale c) c) che non sia stata effettuata nel Registro imprese la prescritta pubblicità dell’unicità del socio; Questa illimitata responsabilità non si estende al di là delle obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui l’intera partecipazione è appartenuta ad una sola persona. Si nota la differenza rispetto alla previgente normativa, ove bastava la sola non effettuazione dell’adempimento pubblicitario per generare la responsabilità illimitata. - Art. 2463 (Costituzione) L’art. 2463 cc contempla la possibilità di costituzione mediante contratto o atto unilaterale, purché redatto per atto pubblico da depositarsi entro dieci giorni (contro i 30 della vecchia disciplina) presso l’ufficio del Registro delle imprese a cura del notaio, deposito ad efficacia costitutiva in quanto sarà a seguito dell’iscrizione nel registro che la società acquisterà la personalità giuridica. La vecchia disciplina era riferita solo alle persone fisiche: non si prevedeva che i soci di Srl fossero enti diversi dalle persone fisiche (anche se la partecipazione di soggetti diversi dalle persone fisiche non era in discussione). Si trattava di una derivazione dalla natura tipica delle Srl, società che, seppure di capitali, era (ed è) fortemente incardinata sulla specifica personalità dei propri soci (il cosiddetto intuitus personae). Ora si prende atto che i tempi sono cambiati e che l’intuitus personae può esserci anche se i soci di Srl siano soggetti diversi dalle persone fisiche: la nuova norma (art. 2463, c. 2, n. 1) innova la previgente normativa imponendo la menzione nell’atto costitutivo, accanto ai dati anagrafici delle persone fisiche, anche dei dati inerenti denominazione e sede delle persone giuridiche socie. La nuova norma impone anche la menzione, accanto alla sede attuale, del luogo di costituzione dell’ente socio di Srl. Elemento, quest’ultimo, che può essere di non facile accertamento: si pensi a una società di vecchia costituzione che abbia operato vari “traslochi”, per non pensare al caso di società o enti stranieri. Di rilievo anche la novità in materia di indicazione della sede sociale, in virtù della quale sarà sufficiente, nei nuovi atti costitutivi, citare solo il comune ove saranno dislocate la sede principale della società e le eventuali sedi secondarie senza la specificazione dell’ubicazione della stessa. Con l’applicazione della vecchia legge infatti, pur non comparendo in essa il concetto di indirizzo, era prassi che negli atti costitutivi si indicasse anche la via e il n. civico della sede sociale (oggi dati obbligatori solo nella modulistica di corredo della pratica da presentare per l’iscrizione della Società al Registro delle imprese). Ciò consentirà di poter cambiare la dislocazione della sede all’interno dello stesso comune senza dover modificare l’atto costitutivo e quindi senza attivare una fastidiosissima assemblea straordinaria, basterà infatti una mera variazione nei dati camerali (come accade oggi per l’istituzione o un cambiamento di “unità locale”). All’assemblea straordinaria si farà, invece ricorso quando vi sia da cambiare la sede al di fuori del precedente comune, che continuerà ad essere un mutamento statutario. Il concetto di “oggetto sociale” viene ora ad essere ampliato, nel senso che si dovrà indicare nell’atto costitutivo “l’attività che costituisce l’oggetto sociale”, ossia precisare in modo abbastanza analitico le specifiche attività economiche che la società si propone di svolgere. Pertanto se finora espressioni del tipo “la società potrà compiere ogni altra attività commerciale “ erano state tollerate, in futuro tali espressioni troppo generiche saranno lecite solo se verranno calate più nel concreto, ad esempio contenendo menzione degli specifici settori commerciali nei quali la società intenda, anche solo potenzialmente, operare (senza per questo menzionare ogni tipo di attività umana senza relazioni logiche tra esse). L’atto costitutivo dovrà contenere inoltre, a norma del comma n. 7, “le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti l’amministrazione, la rappresentanza e la ripartizione di competenze tra soci e amministratori”. Da ciò deriva che nelle Srl atto costitutivo e statuto possano essere inclusi in un unico atto, mancando peraltro nelle nuove disposizioni il richiamo all’art. 2328 cc, che per prassi consolidata, recepita dal codice, vuole, nelle società di capitali, l’atto costituivo quale documento separato dallo statuto. Il requisito della durata, prima tipico delle società di capitali, viene annullato con la soppressione del vecchio n.9 del comma 1 dell’art. 2475 (che necessitava la fissazione di un termine di durata). D’ora in poi si potrà avere una società, come prima, a tempo determinato (scelta che non è affatto vietata), oppure una società senza termine di durata: in tal caso però ogni socio avrà diritto di recesso “in ogni momento”, ma con il preavviso di sei mesi, estensibile fino ad un anno (art. 2473, comma 2) ma non oltre. - Art. 2464 (Conferimenti) Resta confermato che la Srl deve non potrà costituirsi con un capitale sociale inferiore ai 10.000 Euro, e il conferimento dovrà farsi in denaro se l’atto costitutivo non dispone diversamente. Molte, anche in tema di conferimenti, le novità previste dal nuovo art. 2464 cc: a) a) “possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica”, quindi ogni elemento utile per il proficuo svolgimento dell’impresa sociale, a condizione che sia garantita l’effettiva formazione del capitale sociale. Tale novità è di ampia portata pensando soprattutto alla possibilità di conferire nel capitale della Srl, a differenza di quello della Spa (per cui vige il permanente divieto di cui all’articolo 2342) le prestazioni lavorative o di servizi da parte dei soci (conferimenti fino ad oggi ammessi solo alle società personali, e qui introdotti purché garantiti per l’intero valore a essi assegnato mediante la prestazione di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria, che, qualora l’atto costitutivo lo preveda, potranno essere sostituite dal socio con il versamento a titolo di cauzione del corrispondente importo in denaro presso la società). Si pensi ad esempio al radicale mutamento di prospettiva che si avrà nel caso del socio unico di Srl che conferisca unicamente la propria prestazione professionale di artigiano in società, svolgendo in forma imprenditoriale e con il beneficio della responsabilità limitata la stessa attività che prima egli svolgeva in forma individuale e quindi con responsabilità illimitata; potrà inoltre ora liberamente conferirsi ogni tipo di know how, non solo quello “in senso stretto” ove è prevalente la prestazione “concreta” di apporti tecnologici o di procedure lavorative (entità della quale già finora veniva prevalentemente riconosciuta la conferibilità), ma anche quello cd. “in senso lato”, ove invece prevale il facere del conferente, e cioè le sue qualità o le sue capacità professionali, la cui conferibilità finora impattava negativamente appunto con il divieto di conferire prestazioni d’opera in società. Sarà pertanto opportuno che, in sede di stipulazione dell’atto costitutivo, venga inserita la clausola che autorizza i soci a conferire, anche per le ipotesi di futuri aumenti di capitale sociale “tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica”. a) b) al momento della sottoscrizione dell’atto costitutivo dovrà essere versato presso una banca almeno il 25% (non più il 30%) dei conferimenti in denaro (al minimo 2500 euro), mentre nel caso di costituzione attraverso atto unilaterale (società unipersonali) dovrà essere integralmente versato tutto il capitale sociale; non appare più necessario che il versamento del 25% dei decimi debba necessariamente precedere la stipulazione dell’atto costitutivo; il versamento del 25% dei decimi può essere inoltre sostituito con la stipula, per un importo almeno corrispondente, di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria con le caratteristiche determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che non vanno confuse con le analoghe garanzie bancarie o assicurative che devono assistere i conferimenti di prestazioni lavorative o di servizi, ora ammesse, da parte del socio, al capitale sociale della Srl. Al fine dunque di incentivare la costituzione di Srl anche da parte di chi non possiede sufficienti liquidità tali da coprire i decimi iniziali (problema tipico dei giovani imprenditori) viene così superato con la forse più agevole stipulazione di una polizza assicurativa o di una fideiussione bancaria che peraltro, in ogni momento, il socio potrà sostituire con “il versamento del corrispondente importo in danaro”, ad esempio mediante la capitalizzazione degli utili che la società avrà incominciato a produrre. b) c) Qualora, infine, venga meno la pluralità dei soci, il socio superstite dovrà eseguire i versamenti ancora dovuti entro tre mesi. - Art. 2465 (Stima dei conferimenti di beni in natura e crediti) Ai sensi del nuovo art. 2465 cc “chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un esperto iscritto nell’albo dei revisori contabili o di una società di revisione iscritta nell’apposito albo”. Tale nomina potrà essere effettuata direttamente dalle parti nell’ottica dello snellimento delle procedure di valutazione non essendo più necessario il passaggio mediante il tribunale (a differenza di quanto avviene nelle Spa). La relazione dovrà essere allegata all’atto costitutivo e contenere: - - la descrizione dei beni o dei crediti conferiti (ma non, come accade oggi, anche il valore a ciascuno di essi attribuito) - - l’indicazione dei criteri di valutazione adottati - - l’attestazione che il loro valore è almeno pari a quello a essi attribuiti ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo (ben potendo infatti il conferimento avvenire per un valore nominale inferiore al valore “reale” del bene) Suscita peraltro perplessità la concentrazione della competenza a ricoprire il ruolo di perito nella Srl ai soli revisori (o società di revisione); esiste infatti tutta una serie di tipologie di conferimenti (si pensi all’apporto di impianti, edifici, aree, aziende agricole, ecc…) per la cui valutazione evidentemente sarà necessario il possesso di specifiche competenze tecniche che meglio potrebbero essere rinvenibili in professionisti appartenenti a diverse categorie professionali (per esempio architetti, ingegneri, geometri, periti industriali e periti agronomi); inevitabilmente, il revisore a sua volta si munirà quindi di una perizia del professionista competente nella specifica materia interessata dal conferimento. La Srl si dota di una propria disciplina anche in materia di acquisti da parte della società di beni dei soci e degli amministratori definiti potenzialmente pericolosi per i rischi di “elusione” dell’effettività del capitale che ne possono derivare; si pensi al caso del socio che, dopo la sottoscrizione del capitale, venda alla stessa un suo bene per un prezzo volutamente sproporzionato rispetto al valore intrinseco del bene, compensando poi il credito che ha verso la società al pagamento del prezzo con il debito verso la stessa per il versamento dei decimi, violando in tal modo i principi di effettività e integrità del capitale sociale La nuova disciplina degli acquisti dei beni da soci e amministratori , modellata quasi per intero sulla previgente normativa, presenta peraltro incisive novità che la staccano con evidenza dalla normativa prevista per le Spa. L’art. 2465 sancisce infatti che per l’acquisto da parte della società, per un corrispettivo pari o superiore a 1/10 del capitale sociale, beni o crediti dei soci fondatori, dei soci e degli amministratori, nei due anni dalla iscrizione della società nel registro delle imprese, occorre rispettare la seguente procedura: a) a) l’acquisto deve essere autorizzato con decisione dei soci a norma dell’art. 2479; salvo, ed è questo un ulteriore richiamo all’ampia autonomia statutaria che la riforma attribuisce alla Srl, che i soci introducano una clausola nell’atto costitutivo per la quale gli acquisti di beni da soci e amministratori possono perfezionarsi senza alcuna autorizzazione preventiva da parte dei soci stessi (mentre nella Spa l’autorizzazione preventiva dell’assemblea ordinaria non è affatto rinunciabile); b) b) il socio (o l’amministratore) che intende vendere il bene alla società deve presentare la relazione di stima dell’esperto prevista all’art. 2465, sopra illustrata c) c) è previsto poi che l’esperto risponda dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi, così come gli amministratori e l’alienante sono solidalmente responsabili nei confronti della società, dei soci e dei terzi per i danni causati dalla mancata osservazione della procedura di acquisizione. - Art. 2466 (Mancata esecuzione dei conferimenti) Nel caso di mancata esecuzione dei conferimenti , ai sensi dell’art. 2466 cc gli amministratori diffidano il socio moroso ad adempiere entro 30 giorni, oltre i quali, se non ritenuta utile la promozione dell’azione per l’esecuzione forzata, gli stessi potranno vendere le quote agli altri soci in proporzione alla loro partecipazione per il valore risultante dall’ultimo bilancio approvato, altrimenti (in mancanza di offerte per l’acquisto) la quota potrà essere venduta all’incanto a patto che l’atto costitutivo lo consenta. Il capitale dovrà essere ridotto, invece, in misura corrispondente, qualora la vendita non possa aver luogo (per mancanza di compratori), e il socio venga escluso dalla compagine sociale. Le medesime norme si applicano anche in caso di scadenza o inefficacia della polizza assicurativa o della garanzia bancaria a tutela dei terzi, fatta salva la possibilità del socio di sostituirle con il versamento del corrispondente importo in denaro. Il socio moroso non può partecipare alla decisione dei soci. - Art. 2467 (Finanziamenti dei soci) Volte a chiarire il problema dei finanziamenti dei soci a favore della società che formalmente si presentano come capitale di credito ma nella sostanza economica costituiscono parte del capitale proprio, sono le disposizioni di cui al nuovo art. 2467 cc, con il quale debutta per la Srl una disciplina totalmente innovativa in tema di finanziamenti dei soci alla società, finora contemplata unicamente nella legislazione speciale, al fine di distinguere la loro raccolta da quella del risparmio tra il pubblico. La nuova normativa - si badi, prevista solo per la Srl – disciplina dunque i finanziamenti dei soci, in qualsiasi forma effettuati, che sono stati concessi in momenti in cui, anche in considerazione del tipo di attività esercitata dalla società, “risulta un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento”. Per tali finanziamenti (dunque non per quelli che non trovano la loro causa nella “critica “ situazione finanziaria della società o comunque nella “fisiologia” del rapporto sociale), il rimborso a favore dei soci: - - dovrà essere postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori; - - se avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società, dovrà essere restituito. In proposito dunque il problema di più difficile soluzione è quello di individuare criteri idonei a distinguere tale forma di apporto rispetto ai rapporti finanziari tra soci e società che dovrebbero essere trattati come quelli nei confronti di qualsiasi terzo. La soluzione, come precisato nella relazione alla riforma, consiste nell’adozione di un criterio di ragionevolezza, con il quale si tenga conto della situazione della società e la si confronti con i comportamenti che nel mercato sarebbe appunto ragionevole aspettarsi. Va ricordato a riguardo che in armonia a tale disposizione e per maggior chiarezza espositiva il nuovo art. 2424 cc., recante il nuovo contenuto dello stato patrimoniale delle società di capitali, prevede che i “debiti verso soci per finanziamenti” siano specificatamente inseriti in una nuova voce (D3) del passivo. - Art. 2468 (Quote di partecipazione) Per quanto concerne la disciplina della partecipazione sociale (in nessun caso di ammontare inferiore a un euro, non rappresentata da azioni e non oggetto di sollecitazione all’investimento) di cui all’art. 2468 cc i diritti sociali spetteranno ai soci in misura proporzionale alla partecipazione da ciascuno posseduta e le partecipazioni dei soci saranno determinate in misura proporzionale al conferimento. Tuttavia nella salvaguardia delle caratteristiche personali del tipo societario della Srl, resterà salva la possibilità che l’atto costitutivo preveda l’assegnazione di partecipazioni non necessariamente proporzionali (come invece era previsto nella vecchia normativa) al conferimento o l’attribuzione, a singoli soci, quindi in considerazione della loro posizione personale, di particolari diritti concernenti sia i poteri nella società sia la partecipazione agli utili (pur attestando le quote in misura proporzionale ai conferimenti). Tali diritti possono essere modificati solo con il consenso di tutti i soci salvo diversa previsione dell’atto costitutivo e salvo il diritto di recesso del socio. - Art. 2469 (Trasferimento delle partecipazioni) Il nuovo articolo 2469 cc, dopo aver ribadito la piena trasferibilità delle quote sia per atti “inter vivos” che “mortis causa”, prevede anche la possibilità di “blocco” di tale trasferibilità per specifica disposizione dell’atto costitutivo. In questi casi, tuttavia, o quando la trasferibilità delle partecipazioni venga subordinata a specifiche clausole di gradimento da parte “di organi sociali, di soci o di terzi senza prevederne condizioni e limiti, o ponga condizioni o limiti che nel caso concreto impediscano il trasferimento a causa di morte, il socio o i suoi eredi possono esercitare il diritto di recesso ai sensi dell’articolo 2473 cc”. L’esercizio di tale diritto porta alle seguenti conseguenze: a) a) i soci che recedono hanno il diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione del patrimonio sociale; b) b) il valore è determinato tenendo conto del valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso (in caso di disaccordo, la determinazione è compiuta tramite relazione giurata di un esperto nominato dal presidente del tribunale su istanza della parte più diligente); c) c) il rimborso delle partecipazioni deve essere eseguito entro sei mesi dalla comunicazione del recesso alla società; d) d) il rimborso può avvenire anche mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni o da parte di un terzo concordemente individuato; e) e) qualora ciò non avvenga, il rimborso è effettuato utilizzando riserve disponibili o, in mancanza, riducendo il capitale sociale; qualora non risulti possibile (si pensi ad un capitale già fissato sul valore nominale minimo di 10.000 euro) il rimborso, la società viene posta in liquidazione. In tali situazioni, tuttavia, l’atto costitutivo potrà prevedere un termine massimo di due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione della partecipazione, prima del quale il recesso non potrà essere esercitato. Tutto ciò a tutela della buona fede contrattuale per impedire comportamenti che pregiudichino l’interesse delle altre parti del rapporto societario. Art. 2470 (Efficacia e pubblicità) Il trasferimento della partecipazione ha effetto dal momento di iscrizione nel libro dei soci. L’atto di trasferimento con firma autenticata dovrà essere depositato entro 30 giorni a cura del notaio presso l’ufficio del registro delle imprese. Nell’ambito dell’art. 2470 cc, inoltre, si affronta il problema del se e quale tutela vada riconosciuta all’acquirente della partecipazione sociale. Viene di fatto introdotta una radicale innovazione, ossia la “rivoluzionaria” previsione che anche la pubblicità nel registro delle imprese (analogamente a quella dei registri immobiliari) ha effetto “dichiarativo”, e cioè consente la prevalenza di chi per primo effettua l’adempimento pubblicitario, indipendentemente dalla priorità nella data di stipula del contratto traslativo (criterio prevalente finora, prior in tempore, potior in iure). Al riguardo si è ritenuto però che, pur essendo la loro circolazione sottoposta ad un regime di pubblicità presso il registro delle imprese, non si potesse adottare la soluzione tradizionale per la pubblicità immobiliare (nel quale la buona fede del secondo acquirente/primo trascrivente non conta ai fini della prevalenza sul primo acquirente, ma rileva, invece, in relazione alla sua responsabilità per danni). Si è osservato infatti, al di là di ogni problema dogmatico che sarà compito della dottrina e giurisprudenza affrontare, che siffatta soluzione avrebbe condotto al risultato paradossale secondo cui l’acquirente di una partecipazione in società a responsabilità limitata verrebbe a godere di una tutela persino maggiore rispetto a quella di cui gode chi acquista un titolo di credito o uno strumento finanziario dematerializzato: il risultato paradossale, cioè, di tutelare maggiormente chi acquista una posizione giuridica non tipicamente destinata alla circolazione, come la partecipazione in società a responsabilità limitata, rispetto a chi acquista un titolo azionario che invece si caratterizza per quella tipica destinazione. Perciò, nel terzo comma dell’art. 2470 si è adottata una soluzione che appare equilibrata sul piano di una valutazione degli interessi e che viene sostanzialmente a riprodurre quella dell’art. 1155 per la circolazione dei beni mobili: pur essendo la circolazione di detti titoli sottoposta a un regime di pubblicità presso il registro delle imprese, nel caso di conflitto tra acquirenti della partecipazione la prevalenza di colui che per primo ottiene l’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese non consegue semplicemente alla sua priorità temporale, ma richiede inoltre il requisito soggettivo della buona fede. Quest’ultima si dovrà intendere presunta, come è regola generale, posto che manca nella legge di riforma un esplicito addossamento dell’onere probatorio in capo al primo trascrivente. Questa scelta appare criticabile sotto il profilo della certezza dei rapporti giuridici: potendo prediligere un sistema di risoluzione dei conflitti fondato sul meccanismo oggettivo della priorità dell’adempimento pubblicitario, si rinuncia subito dopo all’oggettività dando ingresso alla rilevanza dello stato di buona fede del secondo acquirente/primo trascrivente. Nel caso di cessione della partecipazione, l’alienante sarà solidalmente obbligato con l’acquirente per la durata di tre anni dall’iscrizione nel libro dei soci del trasferimento, per i versamenti ancora dovuti e previa infruttuosa richiesta al socio moroso. Le partecipazioni possono essere anche oggetto di espropriazione. In tal caso il pignoramento dovrà essere notificato al debitore e alla società, nonché annotato nel registro delle imprese e nel libro dei soci. - Art. 2471 (Espropriazione della partecipazione) Anche le partecipazioni al capitale della Srl possono formare oggetto di espropriazione da parte dei creditori del socio. La legge dispone che il pignoramento si esegue mediante notificazione al debitore e alla società (gli amministratori devono procedere “senza indugio” all’annotazione nel libro dei soci) e successiva annotazione nel Registro delle Imprese. L’ordinanza del giudice che dispone la vendita della partecipazione deve essere notificata alla società a cura del creditore. Sia nel caso di espropriazione che di fallimento, se la partecipazione non è liberamente trasferibile e il creditore, il debitore e la società non si accordano sulla vendita della quota, la vendita ha luogo all’incanto; ma la vendita è priva di effetto se, entro dieci giorni dall’aggiudicazione, la società presenta un altro acquirente che offre lo stesso prezzo. - Art. 2472 (Responsabilità dell’alienante per i versamenti ancora dovuti) Nel caso di cessione della partecipazione l’alienante è obbligato solidalmente con l’acquirente, per il periodo di tre anni dall’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci, per i versamenti ancora dovuti. Il pagamento non può essere domandato all’alienante se non quando la richiesta al socio moroso è rimasta infruttuosa. - Art. 2473 (Recesso del socio) Circa il diritto di recesso del socio, nel nuovo art. 2473 cc possiamo notare un rilevante ampliamento delle ipotesi attualmente previste, concretizzando in tal modo un efficace strumento di tutela del socio. Nell’articolo, infatti, si legge che “l’atto costitutivo determina quando il socio può recedere dalla società e le relative modalità. In ogni caso il diritto di recesso compete ai soci che non hanno consentito al cambiamento dell’oggetto o del tipo di società, alla sua fusione o scissione, al trasferimento della sede all’estero e al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto della società determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci”. Da evidenziare, poi, che nel caso di società contratta a tempo indeterminato il socio sarà libero di recedere in ogni momento, previo avviso di almeno sei mesi, salvo che l’atto costitutivo non contempli un preavviso maggiore ma di durata non superiore a un anno. Di particolare interesse, in caso di recesso, risultano i nuovi principi atti a determinare il valore della partecipazione sociale spettante al recedente. In armonia ai principi che tendono infatti a rendere più agevole l’esercizio del recesso ben diversi risultano i criteri a cui il legislatore attuale si è ispirato, rispetto al suo predecessore, per la valutazione della quota del recedente. Mentre attualmente, infatti, il primo comma dell’art. 2437 cc, dispone che la quota del recedente sia valutata in proporzione del patrimonio sociale risultante dal bilancio dell’ultimo esercizio (il quale evidentemente non tiene conto, salvo ipotesi particolari, del valore da attribuire all’avviamento), ravvedendosi evidentemente, una prevalenza delle ragioni dell’impresa a quelle del recedente, un netto cambiamento di rotta si evidenzia nell’articolato di riforma. Le nuove norme, infatti, sul tema dispongono che “i soci che recedono dalla società hanno diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione al patrimonio sociale. Esso a tal fine è determinato tenendo conto del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso; in caso di disaccordo la determinazione è compiuta tramite relazione giurata di un esperto nominato dal presidente del tribunale”. Il rimborso può avvenire con riacquisto della quota da parte degli altri soci o attraverso il subentro di un terzo. In alternativa il rimborso potrà essere effettuato utilizzando le riserve disponibili o riducendo il capitale sociale, per quanto ammissibile. Art. 2473-bis (Esclusione del socio) L’atto costitutivo può prevedere specifiche ipotesi di esclusione per giusta causa del socio (finora non era possibile prevedere alcuna ipotesi). In tal caso si applicano le disposizioni del precedente articolo, esclusa la possibilità del rimborso della partecipazione mediante riduzione del capitale sociale. Art. 2474 (Operazioni sulle proprie partecipazioni) In nessun caso la società può acquistare o accettare in garanzia partecipazioni proprie, ovvero accordare prestiti o fornire garanzia per il loro acquisto o la sottoscrizione. Art. 2475 - Amministrazione della società. Per previsione normativa l'amministrazione spetta ai soci, deve essere esplicitamente prevista dallo statuto la possibilità di nominare amministratore soggetti esterni alla compagine sociale. L'assemblea nomina l'amministratore o il consiglio d'amministrazione (a sua volta organo collegiale o non collegiale). Viene introdotto il principio della non collegialità per lo svolgimento dei consigli di amministrazione. L'atto costitutivo può prevedere che le decisioni del consiglio d'amministrazione siano prese mediante consultazione scritta o consenso espresso per iscritto (dal documento devono risultare l'argomento e il consenso). L'amministrazione viene regolata dallo statuto, in assenza di regolamentazione statutaria valgono le regole dettate per le società di persone. Esistono alcuni argomenti su cui la norma non si pronuncia (nomina presidente consiglio d'amministrazione, cause d'ineleggibilità e revocabilità degli amministratori, compensi amministratori, ecc) , si pone il dubbio se essi possano essere regolamentati per analogia con le S.p.A. o se tutto è obbligatoriamente demandato all'autonomia statutaria. Art. 2475bis - Rappresentanza della società La rappresentanza spetta agli amministratori. Le limitazioni ai poteri non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, a meno che non si provi che il terzo ne era a conoscenza. Art. 2475ter - Conflitto d'interessi. I contratti conclusi dal rappresentante legale in conflitto d'interessi sono annullabili su domanda della società se il conflitto era conosciuto o conoscibile dal terzo. Le decisioni del consiglio d'amministrazione, prese con voto favorevole del consigliere in conflitto d'interessi, posso essere impugnate entro tre mesi dagli amministratori o dall'organo di controllo se cagionano un danno patrimoniale alla società stessa, fatti salvi i diritti dei terzi acquisiti in buona fede. Art. 2476 - Responsabilità degli amministratori e controllo dei soci. L'azione di responsabilità è promuovibile da ciascun socio il quale può chiedere anche l'adozione del provvedimento cautelare di revoca degli amministratori. Il giudice può subordinare, in questo caso, il provvedimento a concessione di cauzione. In caso di accoglimento della domanda la società è tenuta (con diritto di regresso sugli amministratori) al rimborso agli attori del giudizio delle spese di giudizio e delle spese sostenute per l'accertamento dei fatti. L'azione di responsabilità può essere oggetto di rinuncia o transazione se approvato dalla maggioranza del capitale e salvo che non vi si opponga il 10% del capitale stesso. Rispondono solidalmente con gli amministratori i soci che hanno "intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi". L'approvazione del bilancio non implica liberazione di amministratori e soci per gli atti compiuti nella gestione. Al singolo socio (anche in presenza del collegio sindacale), spetta il diritto di visionare i libri sociali. Art. 2477 - Controllo dei conti. Può essere nominato un collegio sindacale o un revisore unico. La nomina del collegio è obbligatoria in presenza di un capitale per al minimo stabilito per le S.p.A. o al superamento dei limiti per di cui al 2435-bis. Art. 2478 - Libri sociali. La novità principale è legata alle decisioni assembleari non collegiali - di cui si dirà in seguito - in quanto nel libro delle "decisioni dei soci" devono essere annotate "senza indugio" anche le decisione prese per consultazione scritta. Art. 2479 - Decisioni dei soci. In ogni caso sono riservate alla competenza dell'assemblea le seguenti materie: 1 - approvazione del bilancio e distribuzione degli utili 2 - nomina degli amministratori e dell'organo di controllo 3 - modifiche allo statuto 4 - decisione di modifica dell'oggetto sociale o dei diritti dei soci L'atto costitutivo può prevedere, come per gli amministratori, la decisione non collegiale (consultazione scritta o raccolta dei consensi scritti). Le deliberazioni dei punti tre e quattro di cui sopra devono essere obbligatorie effettuate con il metodo collegiale. Art. 2479bis - Assemblea dei soci. L'assemblea (con metodo collegiale) è validamente costituita con la presenza di almeno il 50% del capitale e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Per la modifica dello statuto o dell'oggetto sociale o dei diritti dei soci è necessario sempre il voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno il 50% del capitale sociale. Salvo diversa previsione statutaria, le deliberazioni sono validamente prese se vota a favore la maggioranza degli intervenuti (quindi conteggio fisico dei presenti). Nei casi di modifica dello statuto o dell'oggetto sociale o dei diritti dei soci, i votanti favorevoli devono rappresentare almeno il 50% del capitale sociale. Le deliberazioni prese con metodo non collegiale sono valide se hanno votato a favore tanti soci che rappresentino almeno il 50% del capitale. Teniamo in considerazione che per statuto, il valore nominale della quota potrebbe non essere proporzionale ai diritti di voto. Art. 2479ter - Invalidità delle decisioni. Casi di annullabilità: - decisioni adottate non in conformità alla legge o allo statuto; - decisione adottate con socio in conflitto d'interesse se possono arrecare danno alla società; - decisioni prese in presenza di irregolare, indebito o erroneo computo della maggioranza; - verbalizzazione incompleta o inesatta che impedisca l'accertamento dei contenuto, degli effetti o della validità delle deliberazioni. Per annullare le delibere è necessario impugnarle entro tre mesi dalla loro iscrizione a libro verbali assemblee. L'azione è promossa da soci, amministratori o sindaci. Casi nullità: - decisioni aventi oggetto illecito o impossibile; - decisioni prese in assoluta assenza di informazione. Resta dubbia l'applicazione per analogia di alcuni casi di nullità previsti per le S.p.A. (mancata convocazione, mancanza del verbale). Per l'annullamento della delibera, essa va impugnata ad opera di chiunque vi abbia interesse, entro 3 anni dall'iscrizione a libro verbali assemblee. Non è previsto limite di tempo per annullare decisioni che trasformano l'oggetto sociale in oggetto illecito o impossibile. Art. 2481 - Aumento del capitale. L'atto costitutivo può attribuire agli amministratori facoltà di aumentare il capitale sociale determinando i limiti e condizioni. La delibera dell'organo amministrativo in questo caso deve essere redatta da notaio. Art. 2481bis - Aumento del capitale mediante nuovi conferimenti. L'atto costitutivo può prevedere che l'aumento di capitale sia effettuato mediante offerta a terzi delle nuove quote. In questo caso, ai soci che non hanno votato a favore spetta il diritto di recesso. Se l'aumento del capitale non è integralmente sottoscritto, si intende aumentato solo delle quote sottoscritte se così era previsto nella delibera di aumento. Art. 2482 - Riduzione del capitale. Non è più previsto il requisito dell'esuberanza. La delibera di riduzione può essere eseguita solo dopo 3 mesi dall'iscrizione a Registro Imprese e se non ci sono opposizioni di terzi creditori. Art. 2483 - Emissione titoli di debito. Deve essere previsto dallo statuto che ne regola anche tutte le modalità di emissione. I titoli così emessi devono essere sottoscritti da investitori qualificati. In caso di successiva circolazione, il sottoscrittori risponde della solvibilità della società.

26.08.2003

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